Grazie minatore per aver saputo, da quell'antro buio,
far venire alla luce tutto quello che di prezioso c'era.
Era tutto seppellito sotto strati e strati di dolore,
di abbandoni, di lutti e perdite importanti,
di poche carezze di bimba.
Le esplosioni vulcaniche che uscivano da quell'antro, in realtà,
aggiungevano strati a strati di cenere che poi si univano
alla roccia e formavano concrezioni che rischiavano mano a mano
di nascondere definitivamente tutto quello che di valore c'era sotto.
Vene aurifere, pietre preziose e perfino qualche elemento raro a trovarsi.
Tu sei stato un minatore diverso
non hai usato cariche esplosive,
non hai usato picconi.
Dapprima sei entrato silenziosamente nell'antro buio,
sicuro di trovare qualcosa di buono.
Tutto è iniziato ascoltando gli scricchiolii delle rocce,
rivolgevi lo sguardo in alto quando sentivi cadere dei massi
e avevi con te la forza per non sentire la paura,
ma accettavi tutto come se tu sapessi che così doveva essere.
Era come se tu sapessi di dover aspettare che in quella grotta
aspettando, ascoltando, accettando, amando,
tutto sarebbe successo senza che tu intervenissi con esplosivi o picconate.
Tu sapevi che quella grotta avrebbe percepito il tuo rispetto per lei
e lei stessa ti avrebbe fatto scoprire i suoi tesori.
L'ha sentito!
E tutto è iniziato con una goccia dall'alto,
poi hai volto lo sguardo e si è aperta una falda acquifera
che lentamente, con la sua dolcezza, ma con forza,
portava con sè i primi strati di polvere, cenere
e qualche piccolo bagliore ti ha dato ragione:
c'era qualcosa che sarebbe venuto alla luce,
qualcosa che la tua determinazione, la tua capacità di sentirti parte di quel pezzo di natura aveva scoperto.